SMAT

ALTEC partecipa al Progetto SMAT (Sistema di Monitoraggio Avanzato del Territorio) elaborato quale proposta definente una delle Piattaforme Tecnologiche Aerospaziali oggetto del Bando emesso dalla Regione Piemonte per il finanziamento di attività di Ricerca ed Innovazione. Il Progetto SMAT prevede la costituzione di una Associazione Temporanea di Scopo (ATS) con capofila Alenia Aeronautica. Il Progetto SMAT ha l’obiettivo di definire, progettare e sviluppare un sistema avanzato di monitoraggio e sorveglianza del territorio. Il sistema proposto integra e complementa le diverse infrastrutture già presenti sul territorio ed è concettualmente formato da questi componenti:

  • segmento aereo, costituito da una flotta di UAV (Unmanned Aerial Vehical)
  • segmento terrestre
  • infrastrutture di comunicazione

Il progetto nel suo complesso prevede la realizzazione e l’industrializzazione di un prodotto in un orizzonte temporale stimato di sette anni, che si concretizzerà attraverso una successione di fasi distinte, ognuna caratterizzata da obiettivi concreti. SMAT-F1 La prima fase del progetto SMAT, denominata SMAT-F1, partita a gennaio 2009 e prevista terminare a dicembre 2011, è stata finanziato dalla Regione Piemonte, organizzata dalla Finpiemonte e promossa attraverso il Comitato Promotore del Distretto Aerospaziale Piemontese; è, inoltre, co-finanziata attraverso fondi Europei per gli sviluppi regionali nell’ambito del programma operativo 2007/ 2013. SMAT F1 ha il compito fondamentale di dimostrare l’utilizzo integrato delle tre piattaforme UAV (Sky-y di Alenia Aeronautica, Falco di Selex Galileo e D-fly di Nimbus) all’interno di uno scenario operativo primario, rilevante per la Regione Piemonte. Gli obiettivi di SMAT-F1 possono essere riassunti come di seguito:

  • definire i requisiti di un sistema di sorveglianza basato su UAS, multipiattaforma, modulare e scalabile a diverse tipologie di scenario, missione ed utenza finale;
  • progettare e sviluppare la Stazione di Supervisione e Coordinamento (SSC) che sarà il nodo centrale dell’architettura di SMAT e consentirà agli operatori di ricevere informazioni dagli UAS per la specifica missione/task, fornire supporto all’elaborazione dei dati e diramare specifiche richieste da parte degli operatori agli UAS interessati;
  • integrare le diverse stazioni di controllo delle piattaforme UAV con quella di supervisione e coordinamento (SSC), in modo da assicurare una gestione del sistema nel suo complesso efficiente ma non appesantita dagli aspetti operativi di comando, controllo e gestione payload delle singole piattaforme UAV;
  • dimostrare l’operatività del sistema nel suo complesso su uno scenario/missione rappresentativo, compatibile con le risorse messe a disposizione in questa prima fase, operando in modo sinergico ed integrato le piattaforme UAV, ma non necessariamente contemporaneo, in funzione anche dello scenario/missione scelto.

In SMAT-F1 saranno utilizzate tre diverse piattaforme con una logica a tiers, cioè sistemi che operano a diverse altitudini e con diverse prestazioni in termini di velocità e persistenza:

  • lo Sky-y – sorveglianza di aree vaste ad alta quota ed elevata velocità;
  • il Falco, monitoraggio a quote medie (sopra/sotto la copertura nuvolosa) e media velocità di aree circoscritte, intervento tempestivo/capacità di sorveglianza puntuale;
  • il D-Fly, avvicinamento/stazionamento tempestivo a bassissima quota e velocità su di una zona critica “puntuale”, raccolta di dati ad alta risoluzione.

Sono previsti come stazioni di controllo:

  • GCS – controllo/pianificazione rotta dei velivoli; dati operativi trasmessi direttamente dalle GCS alla SSC;
  • SSC – stazione di elaborazione dati / immagini / video da inviare ai centri operativi;
  • Centri Operativi – stazioni operative presenti sul territorio.

Inoltre, il segmento aereo dovrà prevedere di integrare e operare diversi payload costituiti sia da sensori, operanti in alcuni casi in modo contemporaneo. I payload che si prevede di considerare in funzione delle applicazioni previste sono:

  • telecamere operanti alle lunghezze d’onda del visibile per la sorveglianza durante il giorno;
  • telecamere operanti alle lunghezze d’onda dell’infrarosso per la sorveglianza durante il giorno e di notte;
  • radar con modalità SAR (Synthetic Aperture RADAR) da utilizzare quando gli altri sensori non sono in grado di operare o per acquisire informazioni complementari a quelle acquisite dai sensori ottici e infrarossi.

 

ALTEC in SMAT-F1 ha il compito di definire ed organizzare la SC&SSC (Segmento di Comunicazione & Stazione di Supervisione e Coordinamento), elemento chiave nella fornitura dei dati richiesti dagli utenti e nella opportuna traduzione delle loro esigenze in termini operativi. In questa ottica, ALTEC risulta coinvolta in tutte le attività del progetto SMAT che riguardano la definizione dei requisiti e dell’architettura della SC&SSC, nonché le attività relative alla definizione del sistema complessivo ed all’interfacciamento con l’utenza finale. Inoltre, ALTEC è responsabile dell’allestimento, dal punto di vista HW e SW, della SC&SSC presso il CMFS e della fornitura delle infrastrutture di comunicazione con le CS (Control Station) necessarie al supporto della fase dimostrativa del progetto.


STATUS DEL PROGETTO:

Si è svolta con successo tra Levaldigi (Cn), Benevagienna (Cn) e Torino, in Piemonte, venerdì 30 settembre 2011, la dimostrazione del progetto di ricerca SMAT F1 (Sistema di monitoraggio avanzato del territorio, Fase 1), una missione congiunta di 3 droni per il monitoraggio del territorio per scopi civili coordinata dalla Stazione di Supervisione e Coordinamento situata presso ALTEC, a Torino.
Basata su tre velivoli senza pilota che operano a diverse altezze, lo Sky-Y di Alenia Aeronautica e il Falco di Selex Galileo – che sono decollati e atterrati dall’aeroporto civile di Cuneo Levaldigi – e il piccolo C-Fly della Nimbus – partito da un campo volo presso Benevagienna – la missione è stata seguita dal centro di controllo torinese, alla presenza di un numeroso pubblico di autorità politiche e civili, di addetti ai lavori e di potenziali, futuri utilizzatori dell’ innovativo sistema.
La dimostrazione, rappresenta un autentico record per l’aeronautica: è infatti la prima volta in Europa che tre sistemi “Unmanned” (velivoli senza pilota a bordo) – dotati di sensori e controllati da stazioni a terra per il pilotaggio e la gestione della missione – operano contemporaneamente in un’area di volo che non è un poligono militare ma, proprio in considerazione delle finalità civili del progetto, a partire da un aeroporto civile.
Un risultato ottenuto grazie anche al coinvolgimento di ENAC ed ENAV per definire e svolgere le attività necessarie a dotare l’area individuata dei requisiti di sicurezza e per ottenere il permesso a volare all’interno della stessa.