Gia’ l’anno scorso  ALTEC si e’ attivata per continuare la tradizione e offrire un pasto italiano in orbita in occasione del volo dell’astronauta Luca Parmitano che sta effettuando una missione di lunga durata (denominata Volare) sulla ISS iniziata il 28 Maggio e che si concludera’  a Novembre 2013.  Nel mese di Aprile 2012 ci siamo messi in contatto con la responsabile del supporto alla crew per l’ESA, e con lei abbiamo discusso la possibilita’ di perpetuare la tradizione ALTEC ed offrire un pasto a Luca ed al suo equipaggio. Immediatamente ci siamo accorti che i requisiti gia’ stringenti per il confezionamento di cibo che doveva volare con lo Shuttle erano ulteriormente complicati ora che lo Shuttle non era piu’ il vettore utilizzato per il trasporto. Infatti, mentre prima il cibo poteva venire caricato a bordo all’ultimo momento e venire consumato in tempi relativamente brevi, con ogni altro vettore i tempi di conservazione si triplicavano. Il cibo per Luca volera’ con il cargo di ATV4 (Albert Eistein) che partira’ a breve, il 5 Giugno del 2013 ma il caricamento a bordo del modulo e’ stato portato a termine con molti mesi di anticipo (a Dicembre 2012). Se a cio’ aggiungiamo che il cibo doveva essere consegnato alla NASA in Settembre per consentire il suo impacchettamento nel carico di ATV insieme al resto del cibo americano, e che verra’ consumato molto in la’ durante la missione, si capisce subito che i tempi di scadenza si prolungano da 6 a 18 mesi.
Un altro requisito molto importante e’ stato la necessita’ di ridurre al minimo la presenza di sale nel cibo. Infatti il gusto e’ uno dei sensi che si modificano a bordo e pare che la quantita’ di sale che viene normalmente considerata adeguata a terra risulti poi esagerata a bordo. Inoltre ricordiamo anche il problema dietetico (i pasti dell’equipaggio vengono accuratamente analizzati dal punto di vista dietetico e calorico). Lo stesso si applica (in forma ridotta) allo zucchero. Infatti, una delle lamentele della crew riguardo alle bevande e’ che esse sono tutte pre-zuccherate a terra (ricordiamo che le bevande sono normalmente liofilizzate, poi la crew aggiunge acqua calda o fredda a seconda del tipo di bevanda).
Ogni astronauta che deve restare in Stazione per sei mesi ha a disposizione degli “spazi” molto limitati per trasporto di oggetti personali (ricordiamoci che inviare nello spazio pochi chilogrammi di roba costa parecchie migliaia di euro). Questo concetto si applica anche al cibo: ogni astronauta ha diritto ad un “bonus food” limitato, ossia puo’ scegliere un certo quantitativo di cibo “personale” al di fuori dal cibo standard di stazione. Ma proprio perche’ limitato, il bonus food e’ particolarmente prezioso, quindi abbiamo esteso l’assaggio del menu non solo a Luca ma anche a tutti gli astronauti presenti in orbita insieme a lui, allo scopo di poter  “suddividere” le quantita’ fra tutti.
A questo scopo abbiamo organizzato diverse sessioni di degustazione, sia presso l’European Astronaut Centre (ESA/EAC) di Colonia (Germania) sia presso il NASA Food Lab a Houston. Il menu’ proposto viene prodotto in gran parte da Sudalimenta srl, la stessa  azienda di Bari che ci ha supportato durante le missioni Shuttle precedenti e che quindi aveva gia’ esperienza in relazione ai requisiti imposti dalla NASA. Un importante contributo  è stato fornito anche da Guido Gobino di Torino che produce del delizioso cioccolato artigianale (che gli astronauti hanno largamente apprezzato). Inoltre il punto forte del menu’ e’ stato l’inserimento come dessert di un sorbetto fornito in due gusti, al limone e ai frutti rossi. Il vantaggio di tale sorbetto era la lunga scadenza unita al fatto che era necessario metterlo in frigo solo poche ore prima della consumazione. Infatti come abbiamo gia’ evidenziato nel post precedente, a bordo non esistono frigoriferi ad uso alimentare. Siamo riusciti ad ottenere in via eccezionale il consenso da parte della NASA all’utilizzo di un frigorifero (detto “Merlin”) utilizzato normalmente per contenere campioni biologici. Il problema e’ che i gelati non potevano permanere in tale frigo molto a lungo, solo il tempo strettamente necessario prima della consumazione.
Il requisito di packaging (tutto il cibo deve essere confezionato in buste flessibili di alluminio sigillate) ci ha altresi’ costretti a rinunciare a una serie di primi piatti molto apprezzati dalla crew, che comprendevano vari tipi di lasagne (ai funghi, al salmone, alla parmigiana) nonche’ delle deliziose crespelle ricotta e spinaci.
Tali prodotti rispondevano al requisito di conservazione di 18 mesi in quanto opportunamente termostabilizzati ma non e’ stato possibile introdurre una deroga relativamente al confezionamento che doveva per forza essere effettuato in busta flessibile e non in contenitore rigido. Purtroppo la busta flessibile non poteva garantire che il prodotto mantenesse la consistenza desiderata e non si trasformasse invece in pappetta, per cui e’ stato modificato il menu’ introducendo come primi piatti la pasta fregola sarda ai funghi e ai peperoni e l’orzo alla norma. Speriamo comunque di poter risolvere con il tempo il problema relativo al packaging e riproporre in futuro questi primi piatti deliziosi. Il menu’ proposto da ALTEC e’ stato altamente apprezzato da tutti i membri dell’equipaggio che hanno selezionato alcuni cibi anche da includere nel loro “bonus food” personale (specialmente il cioccolato e i sorbetti). Inoltre la NASA ha deciso di sostituire tre pasti standard di stazione con tre menu’ offerti da ALTEC da consumarsi durante i sei mesi di permanenza in orbita. Questo e’ un grosso passo avanti nella politica di produzione del cibo NASA in quanto dimostra l’interesse e la volonta’ a differenziare i gusti ed aprirsi a diverse culture alimentari. Speriamo che questa iniziativa diventi presto una voce ricorrente del menu’ indipendentemente dalla presenza o meno di un astronauta italiano a bordo.Una volta selezionato ed approvato il menu’, mentre le ditte produttrici si occupavano del confezionamento dei lotti di volo, noi di ALTEC abbiamo dovuto occuparci della preparazione della documentazione doganale, compilando tutta la modlistica richiesta dalla dogana americana per autorizzare l’importazione. Come abbiamo gia’ evidenziato nel precedente post, e’ particolarmente importante che tutta la documentazione doganale sia in perfetto ordine per garantire che quando la merce arriva alla dogana americana non venga bloccata per qualche vizio di forma. La spedizione del cibo da ALTEC e’ avvenuta in tempo e tutto e’ stato regolarmente sdoganato e consegnato alla NASA, che a sua volta l’ha impacchettato e fatto caricare nel cargo di ATV4. Il 5 giugno ATV4 verra’ lanciato da Kourou nella Guiana Francese attraverso l’Ariane 5 e raggiungera’ la Stazione il 15 giugno. Attendiamo con trepidazione di ricevere riscontro da parte della crew una volta consumato il cibo a bordo.